• Sab. Apr 5th, 2025

Alcune parole sono state registrate durante l’omicidio di Pierina Paganelli, e potrebbero cambiare tutto. Ecco che cosa è accaduto!

 

Nel silenzio di un garage di Rimini, tre parole sussurrate nell’oscurità potrebbero diventare la chiave di un caso ancora irrisolto. L’omicidio di Pierina Paganelli, avvenuto in una tranquilla sera d’autunno, continua a sollevare inquietanti interrogativi. Ora, un’audio registrazione captata da una telecamera potrebbe dare voce agli ultimi istanti della vittima.

Gli investigatori hanno consegnato alla Procura una perizia fonometrica. Il documento, redatto dal tecnico Marco Perino, svela tre parole estratte dall’audio ambientale: “calma”, “buona” e “ragazza”. Secondo l’esperto, le voci apparterrebbero a due persone diverse: un uomo e una donna. Le ipotesi si susseguono, ma resta il dubbio sull’affidabilità delle tracce acustiche.

La sequenza temporale dell’attacco è agghiacciante. Pierina rientra a casa, parcheggia la sua Fiat Panda e, pochi minuti dopo, urla. Cinque grida laceranti, accompagnate da rumori di oggetti infranti. È in quei momenti che si odono le misteriose parole, incise digitalmente da una telecamera come un’eco da un altro mondo.

I legali di Louis Dassilva, arrestato mesi dopo come principale sospettato, contestano l’uso di questi file. Li definiscono troppo “sporchi” per essere affidabili. Anche la perizia, pur evidenziando compatibilità vocali, non permette attribuzioni certe. Resta il margine del dubbio.

Pierina Paganelli, ex infermiera di 78 anni, è stata colpita con 29 coltellate. Il suo corpo è stato scoperto dalla nuora, Manuela Bianchi, ora indagata per favoreggiamento. Proprio lei, secondo la Procura, avrebbe incontrato Dassilva la mattina successiva al delitto, prima ancora di chiamare i soccorsi.

Il contesto familiare e le relazioni personali si intrecciano come in un thriller dai contorni sfocati. Dassilva, vicino di casa e amante di Manuela, è accusato di aver ucciso per proteggere la propria vita coniugale. E mentre si attende l’esito di ulteriori indagini, la richiesta di scarcerazione per lui è ancora sul tavolo, complicando ulteriormente il quadro investigativo.

Il mistero della “voce nel garage” resta aperto. Le tre parole sussurrate nella notte potrebbero essere solo frammenti indistinti, oppure una testimonianza involontaria ma decisiva. Riusciranno gli inquirenti a trovare un significato chiaro in questo enigma?

E secondo te, queste voci sono davvero la prova che tutti aspettano? Condividi la tua opinione nei commenti.